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Fotografare il Buio 1.0

Fotografie 40x30, novembre 2023

Fotografare il Buio, alla sua prima esposizione a Costacciaro (PG) a novembre 2023 in occasione del Raduno Speleologico Internazionale è stato l’embrione di un lavoro di studio e ricerca sulla fotografia speleologica che tutt’ora prosegue e si evolve (Fotografare il buio – long term project in fiery) la mostra a Costacciaro è stata una collaborazione a quattro mani con Eugenio Griffoni, le mie foto e le sue parole. 

Fotografare il Buio, alla sua prima esposizione a Costacciaro (PG) a novembre 2023 in occasione del Raduno Speleologico Internazionale è stato l’embrione di un lavoro di studio e ricerca sulla fotografia speleologica che tutt’ora prosegue e si evolve (Fotografare il buio – long term project in fiery) la mostra a Costacciaro è stata una collaborazione a quattro mani con Eugenio Griffoni, le mie foto ed il suo testo. 

Le grotte sono vuoti bui, e noi come  esploratori, squarciamo quel buio con la luce che portiamo, per rivelarne la forma, la geografia, la grandezza o gli spazi a noi non concessi. La luce si muove con noi,  è effimero cio che vediamo, basta un passo e lo spazio cambia, guardiamo con l’immaginazione una visione senza ombre, la luce coincide con il punto di vista, ahimè. Abbiamo per fortuna dei compagni d’avventura, e sono loro davanti e dietro di noi che con le loro luci ci mostrano la grotta nella sua piu realistica geometria, ci fanno comprendere quel vuoto, come si muove, come si articola come gli elementi lo hanno creato. 
E compagno sempre presente e amico la sotto è il buio, la mia fotografia vuole mostrare al mondo come sono quei luoghi per come si mostrano a chi si vuole avventurare. 

Il nostro cammino è lo spazio del nostro tempo che un’insaziabile nostalgia accende nella dismisura infinita di ogni presenza.

Franco Ferrara

Fotografare il Buio

Benvenuti a “Fotografare il Buio,” vi accolgono i versi di Franco Ferrara, poeta ed esploratore anche lui, come noi.
Se, nel leggerli, un brivido di risonanza vi ha percorso (anche seppur lievemente) i sensi, siate allora pur certi di avere somiglianza col Buio, la dimensione che all’origine dei tempi attendeva feconda il germoglio creativo della prima Luce, lo Spazio – denso, tangibile, arcano – in cui immergiamo il nostro Spirito mossi da antico fascino, il Vuoto primige nio che dai fondali del Sogno ci seduce cantando litanie di vento e goccia, la Soglia spalancata sul confine in cui indugia la fotografia di Andrea Moretti.
La desaturazione, che subito conquista l’occhio, e l’uso sapiente della luce coi soggetti, invitano la fantasia di chi osserva ad entrare in quel buio su tela fino a percepirlo coi propri sensi e perdersi, così, nei remoti ossari del mondo raffigurati, fino alle porte di un nuovo regno, un regno in cui tutto è possibile, in cui la luce dello speleologo intaglia l’ignoto creando – quasi dal nulla – un miracolo: è in questa narrazione che Moretti vuole condurci, un primordium su cui esitare, riflettere, porci nuovi quesiti.
Che cos’è davvero il buio? Cosa accade quando scendiamo nelle sue profondità? Se, con coraggio, facessimo un’ermeneutica del buio, cosa potremmo apprendere?
Moretti ed io (il poeta, si, quello che ci mette le parole) vogliamo esortarvi ad andare oltre facendo tabula rasa del noto e sbirciare, nuovamente, nell’ignoto.

un grazie a:
Eugenio Griffoni, Giacomo Aurigi, Pietro Bartolini, i “bresciani” , Stefano Chiesi, Simona Lucherini, Eugenio Griffoni, Jesus Fernandez, Clara Fiorenzato, Luca Benedetto per aver portato la luce. 

Grotta del Belagaio, Antro del Corchia, Grotta del bue Marino, Grotta Verde, Cueva de Julia y Simona

E’ l’innesco a mancare.
Primordio celato – come all’ingresso in cattedrale
vagano pupille sui riflessi del rosone.

Ma non ci sarà alcun Sole.

Ad accendere l’abside
il fascio di una torcia – io l’incensiere,
e la preghiera – si farà goccia.

Eugenio Griffoni
Le Porte del Paradiso, da: Fernweh, Ed. Italic Pequod 202

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